Tra gli anni ’60 e ’70 dello scorso secolo Giana Anguissola, autrice piacentina che pubblicava novelle e racconti sul “Corriere dei piccoli”, si affermò come scrittrice per l’infanzia divenendo un vero idolo per le ragazzine dell’epoca, che si riconoscevano nelle giovani protagoniste femminili dei suoi romanzi: “Priscilla”, “Il diario di Giulietta”, “Violetta la timida”, ecc . Lo stesso fenomeno si verificò poi negli anni ’80 e ‘90, con Bianca Pitzorno, che divenne l’idolo delle figlie di quelle ragazzine ormai cresciute per le quali “Ascolta il tuo cuore”, “L’incredibile storia di Lavinia”, “Polissena del Porcello” e tanti altri titoli rimangono ancora indimenticabili. Ma Bianca Pitzorno ha scritto anche per gli adulti: una piacevole scoperta per chi magari non conosceva l’autrice, salvo appunto che dai ricordi della Scuola Elementare delle proprie figlie.
Segnalato sullo scaffale delle “Novità” della piccola e fiera biblioteca del nostro villaggio, ecco quindi questo bel romanzo La sonnanbula, di Bianca Pitzorno per Bompiani (2026): una lettura veramente piacevole, una storia avvincente che ci porta in Sardegna,sul finire dell’Ottocento, a conoscere questa “sonnanbula”, che equivale a “medium”, cioè una persona dotata di poteri particolari, una sensitiva che riesce a mettersi in contatto con i defunti, a predire il futuro, a trovare persone scomparse. Ma è davvero così? Ofelia Rossi, la protagonista, da piccina ha avuto degli svenimenti strani, degli episodi di trance, da cui si risvegliava stranita con l’impressione di avere visto avvenimenti futuri, spesso senza riuscire a darvi un senso. Ma malgrado questo “dono” si ritroverà invischiata in un matrimonio sbagliato , con un uomo malvagio, dal quale riuscirà a fuggire lontano, costruendosi una nuova identità e una vita indipendente. Una finta medium dunque - solitaria e sempre un pochino circondata da un alone di mistero – Ofelia si guadagna da vivere in questo modo: un poco confidente, un poco psicologa riceve le sue clienti - prevalentemente donne -nello studio di via del Fiore Rosso. Ad esse, in cambio di 5 lire offre ascolto, aiuto e conforto. Una bella persona, una donna tutto sommato coraggiosa e buona, per la quale il lieto fine non era così scontato nella società dell’epoca.
