La Biblioteca comunale ha riaperto da poco i battenti, dopo i lavori di riattazione dell’edificio scolastico in cui è ospitata, e si presenta con una nuova immagine. Gli scaffali, di un bellissimo colore rosso scuro, danno un tocco signorile e più moderno a tutto l’ambiente che sembra più luminoso. Naturalmente, sui nuovi scaffali ecco posizionati tanti nuovi volumi, che, dopo questo periodo di relativo “digiuno”, non hanno mancato di attirare l’attenzione. Tra di essi La sorella prediletta di Sonia Milan (Garzanti, 2026), già conosciuta per “La primogenita” edito sempre da Garzanti nel 2024. Anche in questo romanzo l’autrice, fedele al suo stile, propone un intreccio di vicende che si svolgono su diversi piani narrativi: gli inizi del ‘900, il periodo tra i due conflitti mondiali e infine i nostri giorni, a Roma, dove prende effettivamente avvio la storia, con la protagonista Caterina, giovane giornalista insoddisfatta del proprio lavoro. Il romanzo è avvincente, soprattutto se si apprezzano le storie un po’ complicate, che si intrecciano tra loro e che mescolano amore, mistero, fatalità del destino. E qui va detto che l’autrice non si è fatta mancare nulla, immergendo i suoi personaggi dentro fatti storici reali – come la pandemia di encefalite letargica degli anni 20, oppure la Guerra Civile spagnola o infine la ricerca del neurologo Oliver Sacks, svolta negli Stati Uniti negli anni 60 e relativa ai sopravvissuti della pandemia citata pocanzi. Da Roma, nel 2023, l’autrice trasporta il lettore a Parigi, 100 anni prima, quando, concluso il primo conflitto mondiale, il fermento culturale e i mutamenti in atto a livello sociale e intellettuale attiravano nella capitale francese molti artisti in cerca di fortuna. Poi, eccoci in Spagna, negli anni 30, in pieno conflitto, e quindi negli Stati Uniti negli anni ‘60, per poi tornare a Parigi, ma nel 2023. Francamente, questo continuo vorticare da un piano temporale e geografico all’altro può risultare faticoso e non di rado si sente la necessità di scorrere indietro le pagine per rimettere un poco di ordine nella sequenza narrativa. Ciò nondimeno la vicenda è intrigante e si arriva alla parola FINE forse un poco frastornati, ma comunque soddisfatti.
EmmeDi, ottobre 2026