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L'inverno della levatrice

L'inverno della levatrice

Ariel Lawhon

Neri Pozza, 2026

Martha Ballard, la levatrice, viene chiamata per appurare le cause della morte di un uomo, il cui cadavere viene ritrovato intrappolato dalle gelide acque del fiume Kennebec. Siamo nel Maine, nell’America coloniale, sul finire del ‘700, appena dopo la fine del conflitto per l’indipendenza delle 13 Colonie Britanniche. Martha Ballard è un personaggio realmente esistito, come pure Rebecca Foster, la moglie di un ministro del culto, vittima di un grave atto di violenza e amica di Martha, alla quale si rivolge per essere curata dopo la violenza subita e con la quale si confida, raccontandole l’accaduto nei minimi particolari. Un romanzo storico? Sì e no: le protagoniste sono realmente vissute, e l’autrice ha attinto con generosità dai minuziosi diari lasciati da Martha Ballard. Le vicende avvenute in un terribile inverno sono da lei magistralmente romanzate, e ci permettono di accompagnare Martha nel suo lavoro quotidiano di levatrice ma anche nel compito che lei si assume in difesa dell’amica Rebecca. Conosciamo così la sua professionalità in quanto levatrice e guaritrice, ma anche il suo coraggio, la sua determinazione nella ricerca della giustizia per l’amica e per tutte le donne. Se cercate una protagonista di assoluto spessore, una figura femminile coraggiosa, battagliera e moderna pur avendo vissuto più di due secoli fa, allora dovete immergervi nella storia narrata nel romanzo L’inverno della levatrice di Ariel Lawhon (Neri Pozza, 2026, con l’ottima traduzione di Massimo Ortelio, recentemente insignito, a Como, del Premio “Ponti sull’acqua”, nell’ambito del Concorso Scritture di Lago, proprio per questo lavoro di traduzione).

EmmeDi, ottobre 2026

Biblioteca Comunale di Novazzano

©2023 by Biblioteca Comunale di Novazzano.

Creato da Jordi Maetzler (www.jordimaetzler.com)

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