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Le nostre recensioni

Di Alison Weir: Caterina d’Aragona – La vera regina per Neri Pozza (2018 – trad.Chiara Brovelli) oppure Jane Seymour – La regina più amata per Neri Pozza (2020 –trad.Maddalena Togliani) ma anche: di Annie Garthwaite: Cecilia per Neri Pozza (2022 – trad.Simona Fefe)
Wikipedia definisce il romanzo storico “un'opera narrativa ambientata in un'epoca passata, della quale si ricostruisce in maniera significativa l'atmosfera, gli usi, i costumi, la mentalità e la vita in generale, così da farli rivivere al lettore. Può contenere personaggi realmente esistiti, oppure una mescolanza di personaggi storici e di invenzione.” Alcune anziane bibliotecarie erano appassionate di questo genere di narrativa, passione condivisa anche da diversi utenti della biblioteca; ecco il motivo per cui sugli scaffali si trovano diversi romanzi di questo genere. Quelli citati si svolgono tutti in Inghilterra, tra il 1400 e il 1500, e ci riportano in effetti alle atmosfere legate a quei tumultuosi anni che videro svolgersi dei sanguinosi conflitti quali la Guerra dei 100 anni, tra Francia e Inghilterra, e quindi la Guerra delle due rose, con la lotta tra le dinastie degli York e dei Lancaster. In questo scorcio di estate 2024 - che fatica così tanto a decollare - sotto questi improvvisi, infiniti scrosci di pioggia e con la nebbiolina perenne che avvolge il Monte Generoso è facile immergersi tra le pagine di questi libri e sentirsi trasportare nell’Inghilterra di quegli anni …ovviamente se siete appassionati di castelli, dame e cavalieri, intrighi e intrallazzi di corte. 

EmmeDi, giugno 2024
Cecilia

Annie Garthwaite

Neri Pozza, 2022

In biblioteca a Novazzano troviamo molti titoli di Natasha Solomons, iniziando da “I Goldbaum”, il suo convincente romanzo d’esordio. Con il successivo “Casa Tyneford” si viene decisamente conquistati. Vi si narra la vicenda di Elise Landau, nata a Vienna negli agi di una famiglia borghese ebraica (la madre una cantante lirica, il padre scrittore). Nel 1938, intuendo l’imminente catastrofe, i genitori riescono a fare fuggire le due figlie: Margot, col marito, negli Stati Uniti ed Elise in Gran Bretagna, collocata a servizio in casa di un vedovo benestante sulle coste del Dorset. Tutto il romanzo è pervaso da un clima di nostalgia e incertezza, tuttavia sempre velate di speranza. Con l’eco costante delle vicende belliche a fare da sottofondo, Elise ti prende per mano e ti accompagna nel suo personale percorso di crescita e di adattamento alla situazione che l’autrice descrive con eccellente sensibilità, profondità e finezza. Che dire: il lettore ne rimane affascinato.
Per contro, nel recente “Romeo e Rosalina” questa stessa autrice ti lascia un poco basito … e si arriva all’ultima pagina con un certo affanno. La riscrittura della storia di Giulietta e Romeo non risulta una lettura sempre gradevole: i personaggi hanno caratteri ambigui, a volte poco credibili, un po’ troppo “moderni” -forse - per la collocazione storica ed anche un tantino “sopra le righe” per essere usciti dalla penna di un’autrice che sembrava… diversa. Non è scontato riuscire a condividere questa rivisitazione dell’opera shakespeariana proposta dalla Solomons, alla quale comunque penso che varrà la pena concedere il beneficio del dubbio, attendendo con piacere una sua prossima uscita.

DiEmme, maggio 2024
Casa Tyneford Vs Romeo e Rosalina

Natasha Solomons

NeriPozza 2020 - 2023

Ci siamo lasciati tentare da questo voluminoso tomo pescato nella vetrina delle “Novità” : LA CUOCA SEGRETA DI FRIDA, edito da Salani nell’autunno del 2023 , con la traduzione di Sara Cavarero. 
Nelle sue “Note”, a pagina 589, l’Autrice rivela che “Nayeli Cruz non è mai esistita”, e di conseguenza, nemmeno sua figlia Felipa e sua nipote, Paloma. Malgrado ciò, abbiamo seguito con crescente trepidazione le loro vicende lungo le oltre 580 pagine di questo corposo romanzo, a volte un poco …complicato. Infatti, specialmente all’inizio, vi è un certo senso di “disorientamento” con quel continuo saltare dai nostri giorni – con la storia di Paloma alle prese, a Buenos Aires, con un dipinto dal valore di svariati milioni di dollari ereditato dalla nonna Nayueli e di cui vuole assolutamente conoscere la storia – agli anni 40 e 50 dello scorso secolo – quando conosciamo una giovanissima Nayeli in fuga dal suo villaggio, nel Messico, per mettersi in salvo da un matrimonio forzato. Spesso si è costretti a ritornare indietro di qualche pagina, per rimettere ordine nella narrazione e riannodare dei fili che nel frattempo si erano sciolti. Tutto sommato, però, la lettura ti incalza e ti coinvolge, soprattutto quando entrano in scena i personaggi “reali”, due artisti del calibro di Frieda Kahlo e del suo compagno di una vita Diego Rivera, ma anche altri attori che giocano un ruolo determinante per tingere di giallo questo romanzo che, sul finale, dipana la sua intricata matassa offrendo interessanti colpi di scena. Insomma, molta, moltissima carne sul fuoco, … forse anche troppa, tanto che alcuni temi vengono solo accennati e di taluni personaggi si conosce poco o si perdono le tracce. Fossimo ad agosto, sarebbe davvero un bel “libro da ombrellone”, perfetto per perdersi tra le pagine con la brezza estiva tra i capelli; ce lo faremo bastare per questo inizio di primavera, sul balcone di casa con un golfino leggero, mentre attendiamo l’arrivo delle prime rondini. E’ davvero una lettura intrigante, fatto salvo per alcuni – forse troppi … - refusi ortografici ( ah ... che nostalgia per i buoni vecchi “correttori di bozze”…) che ci auguriamo non abbiamo a diventare una cattiva abitudine nella moderna editoria.

EmmeDi, marzo 2024
La cuoca segreta di Frida

Florencia Etcheves

Salani, 2023

Isabel Allende, una delle narratrici più importanti e amate della narrativa contemporanea in lingua spagnola, ci ha proposto lo scorso anno questo romanzo: IL VENTO CONOSCE IL MIO NOME, edito da Feltrinelli , con la traduzione di Elena Liverani. Possiamo subito inserire questo suo recente romanzo tra le storie indimenticabili che la Allende ci ha consegnato. Leggendo, o meglio lasciandoci trascinare nel vortice emotivo suscitato dalle sue parole, ci troviamo a seguire i destini dei personaggi che via via entrano in scena, chiedendoci quando mai e in che modo i loro destini si intrecceranno. Perché da subito si capisce che è questo che accadrà, cioè che il lettore, prima o poi, si troverà confrontato con la rassicurante realtà che il mondo è spesso è un luogo perverso e crudele in cui vivere ma che altrettanto spesso, da qualche parte, qualcuno o qualcosa farà in modo che dei destini riescano a intrecciarsi per dare luogo a una speranza, per aprire una strada verso Azabahar, la magica stella-rifugio della piccola Anita.
Isabel Allende ci racconta di persone – di bambini, in particolare- che hanno dovuto abbandonare la loro casa, il loro paese, le loro origini; esseri in fuga da diversi tipi di violenza e che devono fare i conti con la paura, il senso di straniamento, con l’infinita serie di “perché” e con un senso di sradicamento che li accompagneranno per tutta la vita. È accaduto nel passato, sta accadendo e purtroppo accadrà ancora. Le vicende del piccolo Samuel - in fuga dalla furia nazista nella Vienna del 1938 - della piccola Leticia, che nel 1982 sopravvive al Massacro del Mozote nel Salvador e fugge con suo padre negli Stati Uniti, e da ultimo della piccola Anita, 7 anni, separata dalla madre Marisol sul confine con il Messico nel 2019 a causa di un’inumana politica di tolleranza zero nei confronti degli immigrati. Quante storie come quella di Anita e di Marisol, sono accadute e accadranno? Isabel Allende punta il dito sul fenomeno dell’immigrazione e ci fa riflettere. Se è vero che non si possono accogliere milioni di migranti e rifugiati, la soluzione non è costruire muri (“Dove c’è un muro c’è chiusura di cuore: servono ponti, non muri.” Come afferma Papa Francesco), e meno che mai separare le famiglie. 

EmmeDi, 29 gennaio 2024
Il vento conosce il mio nome

Isabel Allende

Feltrinelli, 2023

Di nuovo un bel romanzo dall’editore Neri Pozza di Vicenza: UN ALTRO EDEN di Paul Harding,(Premio Pulitzer 2010) tradotto in italiano da Massimo Ortelio e uscito nel 2023. Una vicenda drammatica, basata su fatti realmente avvenuti, narrata con uno stile essenziale e tagliente. Ci troviamo negli Stati Uniti, all’inizio del secolo scorso, su di un’isola situata al largo della costa dello stato del Maine. Qui vivono degli emarginati, discendenti di persone che, tempo addietro, in fuga da eventi complessi e dolorosi, trovarono rifugio su questo isolotto che divenne, per la loro comunità, un “piccolo Eden” Al limite della soglia di povertà, le loro esistenze si svolgono in modo semplice e lineare, e, tutto sommato felice, fino all’arrivo di Matthew, insegnante in pensione, che, giornalmente si spinge con il suo barchino fin sull’isola con lo scopo di portare la conoscenza del latino e di Shakespeare ai bambini. Si capisce subito che qualcosa sta cambiando: oltre all’insegnante in pensione, altri benpensanti iniziano ad interessarsi alla strana comunità dell’isola di Apple Island, che mal si inserisce negli schemi di comportamento convenzionali dell’epoca, e ben presto il loro destino si compie, travolgendo e stravolgendo questo “piccolo Eden” e i suoi abitanti. Una lettura coinvolgente, per la profondità dei temi affrontati e delle sensazioni che questi suscitano nell’animo del lettore.

EmmeDi, 21 dicembre 2023
Un altro Eden

Paul Harding

Neri Pozza, 2023

Ti sei pers* i primi quattro libri sulle indagini del commissario Teresa Battaglia? Non hai ancora guardato la fiction su Rai1 tratta dal primo romanzo della Tuti? Non ti preoccupare: “Madre d’ossa” è un thriller che può essere gustato anche senza questi preliminari. In questa nuova pubblicazione dal ritmo sempre più serrato e dall’ambientazione oscura, la tenace sessantenne profiler friulana si ritrova sulla riva di un lago, davanti al cadavere di un ragazzo, sporca di sangue e confusa...
“Occhi sperduti, confusione, frustrazione: il presente di Teresa Battaglia è governato dall’Alzheimer che progredisce, aggredendola di sorpresa. [...] Teresa urla, di paura e di rabbia, per la sua mente che non fissa più i ricordi, non conosce più il suo nome. Le è rimasto solo un oggi instabile, vuoto, da quando si è ritirata a vita privata. Nei suoi incubi ci sono diavoli vampiro e angeli di luce, ma nelle sue giornate ci sono sempre i suoi ragazzi, Parisi, De Carli e soprattutto Massimo Marini. Hanno imparato l’arte di non farla sentire sbagliata, non la abbandonano mai, fanno scudo, squadra, famiglia.”
(Francesca Cingoli, www.illibraio.it)
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Laura, 1 agosto 2023
Madre d'ossa

Ilaria Tuti

Longanesi, 2023

Un’autrice finora non conosciuta, una lettura consigliata da una bibliotecaria: beh, davvero una “buona dritta” da parte di una “fatina dei libri” che desidereresti abbracciare per il consiglio, dopo aver girato l’ultima pagina di un romanzo così bello. Sì, perché la storia di Oliva Denaro, sedicenne negli anni ’60 del secolo scorso in un paesino della Sicilia, ti lascia nel cuore una traccia indelebile. Oliva: una giovanissima donna che avrebbe voluto tutto dalla vita “salvo nascere femmina” … La seguiamo nelle piccole cose di ogni giorno: le sue amicizie, la scuola, la vita in famiglia. In modo discreto si apre, ci racconta i suoi dubbi, ci confida le domande che si pone e condivide con noi le cose “a cui è favorevole”. In bilico tra il desiderio di essere come sua madre e le sue amiche, dentro di sé avverte un sottile anelito di ribellione e di libertà, di potersi affermare come una “donna singolare”, concetto di difficile applicazione, specialmente nella Sicilia di quegli anni, ma forse non solo lì … Il suo desiderio viene mortificato e messo in discussione dalle regole non scritte imposte dalla società. Oliva, vittima della cultura del suo tempo e vittima di un ripugnante atto di violenza riesce tuttavia a gridare il suo no e a rivendicare un ruolo diverso nella Storia. Accanto a lei troviamo la sua famiglia - tutta la sua famiglia - che, pur pagando lo scotto di doversi allontanare dal paese a causa delle scelte della figlia, trova la forza di sostenerla nel suo opporsi a una cultura, una tradizione e un sistema ingiusti e indegni. Abbiamo bisogno di leggere storie che ci parlano di coraggio, di verità e di giustizia in modo così deciso, eppure delicato e garbato.

DiEmme, maggio 2024
Oliva Denaro

Viola Ardone

Einaudi, 2021

Spesso i libri ci attraggono con un’accattivante copertina: è stato il caso per questo romanzo, che si presenta con una fotografia che evoca atmosfere anche un po’ “vacanziere”…il mare sullo sfondo, la duna di sabbia con la vegetazione scarsa e selvaggia tipica delle zone nordiche…. Perché è proprio lì che ci troviamo, a Juist, una delle sette isole dell’Arcipelago delle Frisone, sul Mare del Nord, inserite nel Parco Nazionale del Wattenmeer, tutelato come Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Qui, in questa regione particolare - che subito ti viene voglia di andare a visitare e scoprire - si dipanano le vicende delle sorelle Kiessling: Theda, Frauke e Marijke, le figlie di Adda, le nipoti di Johanna. Lungo le 420 pagine del romanzo il lettore viene sballottato e trascinato nella Germania in guerra e nell’immediato dopoguerra: ritrova Dresda con il feroce bombardamento del 1945, Berlino con un muro in costruzione e con le difficoltà per la popolazione di quegli anni e i tentativi di fuga verso l’Ovest. In mezzo a tutte queste vicende storiche si innestano le vicende private e personali delle sorelle, ai giorni nostri, alle prese con una misteriosa donna che arriva dalla Nuova Zelanda in cerca delle sue origini. Il passato ritorna prepotente alla ribalta, tanti misteri mai risolti chiedono finalmente di essere affrontati, la lettura incalza e … spesso ci si perde tra i salti temporali, tra i nomi complicatissimi dei personaggi, spinti dal desiderio di arrivare in fondo e finalmente venire a capo del garbuglio insieme alle sorelle Kiessling. Che dire: tutto sommato non una cattiva lettura, diciamo che “vale il viaggio”, ma spesso è stata faticosa per l’enorme mole di spunti messi sulla carta dall’autrice che, forse, avrebbe fatto meglio a non concentrare tutta la saga in un unico volume, riuscendo magari ad approfondire maggiormente certi caratteri e certe situazioni.

EmmeDi, aprile 2024
Le sorelle del Mare del Nord

Anne Prettin

Garzanti, 2022

“E dire che me l’ero immaginato tanto diverso” (pag. 10). Mai avrebbe pensato Dick Marty che gli anni della sua meritata pensione potessero prendere una piega così tormentata e imprevedibile, tanto da dover vivere per quasi un anno e mezzo con la sua famiglia sotto scorta per minacce considerate dalle autorità competenti “di estrema gravità”. 
Dick Marty ci ha lasciati il 28 dicembre scorso: giurista, magistrato e politico, a lungo procuratore pubblico del canton Ticino, consigliere di Stato, ha fatto parte della Camera alta del Parlamento svizzero ed è stato membro dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, dove ha presieduto la Commissione delle questioni giuridiche e dei diritti dell’uomo. Una figura di spicco a livello nazionale e internazionale, ma che non ha mai desiderato far parlare di sé : “racconto questi fatti (tralasciando tanti dettagli che si possono peraltro vedere in certe serie televisive) non certo per drammatizzare o, peggio, per darmi arie di importanza.” (pag. 47) 
In “Verità irriverenti” l’autore intreccia la sua ricostruzione dei fatti legati all’’inchiesta che lo ha reso bersaglio di un nemico senza nome a riflessioni attorno al funzionamento delle istituzioni, al degrado delle democrazie in tutto il mondo occidentale e anche “alla nostra mancata reazione a qualcosa che sta capitando di colossale”. Allo stesso tempo queste pagine, molte dense, raccolgono le riflessioni personali e toccanti di un uomo che sente l’urgenza di scrivere per se stesso, per cercare di far fronte a quella che sarà una battaglia impossibile da vincere.

Laura, 6 febbraio 2024
Verità irriverenti. Riflessioni di un magistrato sotto scorta.

Dick Marty

Casagrande, 2023

Tra le nostre proposte “Un incontro a Pechino” (Casagrande, 2023). Il professore e grande sinologo basilese Jean François Billeter, oggi ottantaquatrenne, racconta la sua esperienza come studente nella Cina agli albori della rivoluzione culturale di Mao Tse-Tung e la storia del suo incontro con Wen, la dottoressa cinese che diventerà la sua compagna di una vita. Siamo nella Cina degli anni ’60: l’autore ha 24 anni ed approda con entusiasmo e curiosità in una Pechino chiusa, in piena Guerra Fredda, in cui alla gente del posto non è consentito interagire con gli stranieri. “Il fatto di non sapere cosa stesse succedendo in Cina, né i terribili avvenimenti accaduti poco prima del mio arrivo, mi è stato d’aiuto. Se fossi stato a conoscenza anche solo di una piccolissima parte di ciò che ho scoperto in seguito, non avrei avuto quella serenità necessaria per imparare la lingua”(pag. 15). Un giorno lo studente riceve l’invito ad una festa aperta a residenti vicini all’ambasciata: è qui che conosce Wen, una giovane dottoressa cinese di cui si innamora. I due non immaginano le immense difficoltà a cui dovranno far fronte per potersi frequentare…
Il romanzo autobiografico ci offre un punto di vista unico e lucido sulla storia complessa e dolorosa della Cina del XX° secolo. È una testimonianza toccante, in perfetto equilibrio tra storia pubblica e vicenda privata: “Il mio è anche il tentativo di suggerire che cosa sia la storia vissuta. Gli storici non possono farlo perché arrivano dopo e conoscono già il seguito. Scelgono dei fatti e li mettono in prospettiva secondo una certa idea. È il loro mestiere. Non possono restituire le angosce e le speranze di coloro che sono travolti dalla storia nel suo farsi. È questa esperienza che mi ha segnato e di cui ho provato a rendere l’idea” (pag. 106).

Laura, 29 dicembre 2023
Un incontro a Pechino

Jean François Billeter

Casagrande, 2023

Ci fa piacere segnalarvi un libro da non perdere: ACCABADORA di Michela Murgia, edito da Einaudi (2009 – Premio Campiello 2010) Michela Murgia è mancata nell’estate del 2023; l’abbiamo conosciuta battagliera e determinata fino alla fine a denunciare le storture e le ingiustizie della società dei nostri giorni. In biblioteca vi proponiamo il suo libro più noto: Accabadora, che consigliamo certamente di leggere. Ambientato nella sua Sardegna, in un paesino immaginario, ci narra la storia di Bonaria Urrai che si prende in casa Maria Listru, ultima e indesiderata di quattro sorelle orfane di padre e la cresce come se fosse sua figlia (filla de anima). Ma un giorno, o meglio una notte, Maria scopre l’altra faccia di Tzia Bonaria: l’accabadora. Ne rimarrà tanto sconvolta da volerne fuggire il più lontano possibile. Mentre si precipita fuori casa con la valigia appresso, Bonaria le mormora: «Non dire mai: di quest'acqua io non ne bevo» …. E infatti, dopo qualche anno di lontananza dalla Sardegna, Maria vi farà ritorno, richiamata al capezzale della madre adottiva ormai in fin di vita, dove ricorderà il monito di Tzia Bonaria e sarà costretta a rivedere talune sue presunte convinzioni.

EmmeDi, 13 dicembre 2023
Accabadora

Michela Murgia

Einaudi, 2009

Abbiamo letto recentemente: TERRA CRUDELE, di Ann Weisgarber per Neri Pozza
L’editore Neri Pozza non delude mai: il romanzo, infatti, è potente.
La storia si svolge sull’arco di 4 giorni. È la drammatica vicenda di Deborah e di Samuel - il suo sposo - che, in un villaggio mormone nello Utah di fine ‘800, ripara le ruote dei carri. Nevica, nevica incessantemente durante tutto il libro: Samuel è partito e non ritorna, è atteso, ma non torna, mentre Deborah lo aspetta angosciata, sotto questa fitta nevicata, che non cessa, e tu ti senti così vicino a lei, ti senti davvero immerso nella sua drammatica vicenda e in questo incessante nevicare ….
Il 31 gennaio è l’ultimo dei “giorni della merla”, i giorni più freddi dell’anno, … noi, in questi giorni, la neve la leggiamo solo nei libri…
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EmmeDi, 31 gennaio 2023
Terra crudele

Ann Weisgarber

Neri Pozza, 2019

Biblioteca Comunale di Novazzano

©2023 by Biblioteca Comunale di Novazzano.

Creato da Jordi Maetzler (www.jordimaetzler.com)

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